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 Meno intercultura, più famiglia. Ecco il Piano infanzia del governo

Nella rete e dalla reteAnonymous Scrive "

La proposta Sacconi-Giovanardi è stata ufficialmente presentata oggi all’Osservatorio. Fortemente ridimensionato l’elemento partecipazione, spariscono i livelli essenziali e compare il riferimento al concepimento della vita come uno tra i fini supremi.
ROMA – Trentacinque pagine al posto delle originali 56. La bozza del Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza che il governo presenta ufficialmente oggi all’Osservatorio nazionale infanzia appare assai più snella di quella che lo stesso Osservatorio aveva presentato il 15 ottobre dello scorso anno. Ma la nuova bozza firmata dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, è molto più di una semplice sintesi di quella che era la proposta dell’Osservatorio nazionale. Come numerose associazioni impegnate sul fronte della tutela dei diritti dei minori hanno in varie occasioni messo in rilievo, nella nuova bozza mancano alcuni dei concetti fondamentali che caratterizzavano la prima proposta. In estrema sintesi, le principali differenze rispetto al documento presentato dall’Osservatorio riguardano la centralità della famiglia, la partecipazione, l’integrazione/intercultura e i livelli essenziali che vengono a mancare.

- Premesse generali. Scompaiono dalle premesse generali i riferimenti al principio di “non discriminazione” e i riferimenti al principio pluralistico in cui si articola la vita familiare e comunitaria. Viene introdotto, invece, il riferimento al concepimento della vita come uno tra i fini supremi e il riferimento all’attività di volontariato come attività di dono.

- Centralità della famiglia. In particolare, il vecchio piano prevedeva la centralità del ragazzo in quanto soggetto di diritto, nella proposta del governo il focus si sposta invece sulla centralità della famiglia. In particolare vengono sottolineate le funzioni educative della famiglia rispetto a quelle delle comunità territoriale.

- Livelli essenziali. Non si parla più di livelli essenziali dei servizi educativi, tempo libero e semiresidenziali

- Intercultura e integrazione. Nel titolo del capitolo il termine “intercultura” viene sostituito dal termine “integrazione”. Sono stati inoltre tolti il paragrafo relativo all’iscrizione al sistema sanitario nazionale per tutti i bambini stranieri e i bambini appartenenti alle comunità rom, sinti e camminanti e quello riguardante il ricongiungimento familiare degli stranieri e cittadinanza.

- Partecipazione. Uno dei punti centrali della bozza presentata dall’Osservatorio riguardava il capitolo della partecipazione, che ora appare svuotato rispetto alla versione precedente. Sono stati infatti stralciati i capitoli relativi alla sperimentazione dei forum regionali e dei forum nazionali dei ragazzi, delle ragazze e degli adolescenti, alla promozione delle esperienze locali di partecipazione sociale, alla formazione di promotori e facilitatori dei processi di partecipazione e protagonismo. Inoltre, non si parla più di linee guida orientative, del manuale operativo per la promozione e il sostegno della partecipazione e non c’è traccia del “Manifesto educativo” proposto in precedenza. (ap)

Link:
Il Piano infanzia del 15 ottobre 2009:
http://www.redattoresociale.it/RedattoreSocialeSE_files/Speciali_Documenti/281394.pdf

Link:
Il piano infanzia che sarà presentato domani:
http://www.redattoresociale.it/RedattoreSocialeSE_files/Speciali_Documenti/314612.pdf


Nota: tratto da Redattore Sociale

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