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 I significati dei comportamenti a rischio degli adolescenti

Pareri e ricerche dei nostri espertiAnonymous Scrive "


A lungo si è pensato che le persone compromettessero il loro sviluppo e il loro benessere fisico, psicologico e sociale perché inconsapevoli dei rischi. Oggi appare chiaro che non è sufficiente conoscere per evitare. Ad esempio, tante persone anche adulte, pur sapendo che il fumo è nocivo, continuano a fumare. Perché?
I comportamenti umani, anche quelli a rischio, sono azioni finalizzate, ossia mezzi utilizzati dalle persone allo scopo di raggiungere degli obiettivi ritenuti rilevanti.
In quest’ottica, diventa particolarmente importante cercare di capire quali obiettivi cercano di realizzare gli adolescenti che presentano diversi livelli di implicazione nel rischio, ossia quali significati tali comportamenti rivestono ai loro occhi, e quali funzioni svolgono.
Numerosi studi sia in campo nazionale che internazionale hanno permesso di individuare alcune funzioni trasversali ai diversi comportamenti a rischio (Bonino e Cattelino, 1998; Bonino, Cattelino e Ciairano, 2003). Alcune di queste funzioni sono maggiormente legate al senso di identità personale, mentre altre funzioni sono più strettamente connesse alle relazioni sociali.
Possiamo individuare alcune funzioni legate all’identità:

Adultità: assunzione anticipata di comportamenti che nell’adulto sono considerati normali, come il fumo di sigaretta, il consumo di alcool, il comportamento sessuale. Ciò permette di sentirsi adulti e di rafforzare la propria identità in un momento in cui altri aspetti più essenziali dell’essere adulti non sono ancora realizzabili. Altri adolescenti, pur mossi dalla stessa esigenza, sono invece in grado, grazie a risorse personali ed ambientali, di trovare altre forme per vivere l’adultità: ad esempio con l’assunzione di responsabilità oppure con la partecipazione alla vita sociale attraverso il volontariato.

Acquisizione ed affermazione di autonomia: il coinvolgimento nei comportamenti a rischio ha spesso, per l’adolescente, la funzione di dimostrare a sé stesso ed agli altri di possedere la capacità di scegliere e decidere in maniera autonoma, indipendentemente dal parere dei genitori e degli adulti in genere. Può essere il caso dell’uso di sostanze psicoattive, del comportamento sessuale, dell’alimentazione distorta. Molti altri comportamenti non a rischio possono essere messi in atto per affermare la propria autonomia, come, ad esempio, saper sostenere una propria opinione, elaborare valori personali, prendere decisioni circa il proprio futuro.

Percezione di controllo: l’adolescente può essere condotto a compiere azioni pericolose, proprio per dimostrare che è in grado di non lasciarsene travolgere e che può anzi dominarle, sia abbandonarle quando desidera, sia non subendone alcun danno. È questo il caso delle diete e di quei comportamenti a rischio messi in atto allo scopo di affermare la propria capacità di controllo sulla realtà, in un momento in cui , al contrario, le incertezze sulla propria identità sono grandi e la definizione di sé ancora incerta.

Comunicazione. Alcuni comportamenti a rischio sono utilizzati proprio perché favoriscono la comunicazione, contribuendo a creare un’atmosfera di distensione, apertura e benessere nelle situazioni sociali, eliminando le inibizioni e favorendo il senso di vicinanza ed intimità.

Condivisione di azioni ed emozioni. L’identità individuale non si costruisce nell’isolamento. Il singolo realizza ed esprime la propria individualità attraverso la condivisione con i coetanei di esperienze, sentimenti, emozioni. Molti comportamenti a rischio, proprio in quanto implicano azioni concrete e visibili fatte insieme agli altri, costituiscono modi facili e tangibili per vivere la propria identità e rappresentarla sulla scena del gruppo per ottenere riconoscimento, reputazione e popolarità. È questo il caso dell’uso delle sostanze psicoattive così come delle azioni devianti e pericolose. Ma quando il contesto offre l’opportunità di agire sulla scena sociale in modo positivo, ad esempio, condividendo attività apprezzate dalla collettività, gli adolescenti possono ottenere gli stessi obiettivi per mezzo di comportamenti non pericolosi.

Nota: a cura di Francesca Scali

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