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La fine dell'estate rappresenta per molti bambini l'inizio di un avero e proprio “tour de force”; scuola, interrogazioni,compiti, corsi di nuoto, danza, calcio, lezioni d'inglese “affollano” le giornate dei più piccoli.
In pochissime settimane il diario si riempirà di mille impegni come l'agenda di un piccolo manager. Se la mattina tra i banchi di scuola, i bambini sono imbrigliati in gare competitive per eccellere, dimostrare di essere piccoli geni, il pomeriggio si trovano alle prese con sport o corsi vari che o fungono da baby sitter o vengono praticati per dimostrare anche in questo caso di essere i più bravi, il numero uno, di saper fare per la “gioia di mamma e papà!”
Il risultato? Bambini stressati e sotto pressione che utilizzeranno il corpo per dire no ad una vita da piccolo adulto.
sintesi tratta da articoli vari a cura della Dott.ssa Paola Izzo
La fine dell'estate rappresenta per molti bambini l'inizio di un avero e proprio “tour de force”; scuola, interrogazioni,compiti, corsi di nuoto, danza, calcio, lezioni d'inglese “affollano” le giornate dei più piccoli.
In pochissime settimane il diario si riempirà di mille impegni come l'agenda di un piccolo manager. Se la mattina tra i banchi di scuola, i bambini sono imbrigliati in gare competitive per eccellere, dimostrare di essere piccoli geni, il pomeriggio si trovano alle prese con sport o corsi vari che o fungono da baby sitter o vengono praticati per dimostrare anche in questo caso di essere i più bravi, il numero uno, di saper fare per la “gioia di mamma e papà!”
Il risultato? Bambini stressati e sotto pressione che utilizzeranno il corpo per dire no ad una vita da piccolo adulto.
Lo stress rappresenta la malattia più diffusa tra chi ha un'età compresa tra i 5 e i 13 anni e i segnali più frequenti sono: irrequietezza, cefalee, mal di pancia, disturbi alimentari, ma anche inappetenza, pigrizia ecc..
Spesso i sintomi vengono confusi con la causa; si parla di bambini ansiosi o angosciati e si cura il mal di stomaco o l'insonnia che sono, invece, solo i sintomi che possono essere provocati dallo stress. “L'unica soluzione, spiega Gisele George, psichiatra dell'infanzia, è quella di mettersi all'ascolto del bambino, fargli raccontare i suoi problemi, aiutarlo ad esorcizzare le sue paure. Il problema è l'iperfunzionamento. Quando il bambino viene messo continuamente sotto pressione, la macchina si esaurisce”.
E allora l'infanzia? Quel tempo libero, dilatato, privo di angosce e responsabilità? Quel tempo in cui si studiava, ma non troppo, in cui si giocava nel cortile con gli amici? Semplice, non c'è più.
Oggi tutto è strutturato, organizzato da insegnanti, genitori, educatori a discapito della personalità dei più piccoli non più liberi e quindi capaci di esprimersi, gestire il tempo libero con attività personali, come il leggere, l'ascoltare misica, il giocare da soli, bambini non più liberi di essere bambini....
sintesi tratta da articoli vari a cura della Dott.ssa Paola Izzo
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